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  nosside1978 [ Scrivete. Perseguitate con la verità i vostri persecutori. (U. FOSCOLO) ]
         




AMAREGGIATEVI PURE,
MA LASCIATECI IN PACS


  HO SCRITTO

 
Un libro a più firme contro gli ultimi deliri xenofobi di Oriana Fallaci



Un romanzo di viaggio con la mia dolce metà









Qualcosa da dire a chi scrive questo blog?
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1 giugno 2006

Fine trasmissioni?

L'arcano - che molti di voi già conoscevano - lo ha rivelato il buon Bazarov, con questa storia della foto...
Ho iniziato un nuovo lavoro e si tratta di un lavoro assai istituzionale, a fianco del ministro Melandri.

I tempi per scrivere questo blog sono pochissimi.
E, per un personale "calvinismo comunicativo" e senso di sobrietà, penso che forse è il caso di interrompere, almeno temporaneamente, le trasmissioni.

Non ho la più pallida idea di come si chiuda un blog.
E non sono nemmeno convinta di farlo.
Ma per ora penso sia giusto così, per molte ragioni.

Tutti i frequentatori di queste pagine hanno la mia e-mail.
Teniamoci in contatto e grazie per aver reso questo posto così vivo e pieno di colori.

Un abbraccio stretto,

Paola




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22 maggio 2006

Due anni...

Ho pensato a molte cose, in queste ultime ore. Sono state ore belle e intense. Ore di cambiamento. Ore in cui problemi piccoli mi sono sembrati grandi e paure grandi, forse, si risolveranno in problemi piccoli. Ore di emozione e di scoperta. Ore di preoccupazione e di attesa. E ho pensato a quante cose sono cambiate, in questi ultimi due anni.

Due anni.

Improvvisamente ho pensato che è esattamente due anni fa che Cinzia se n'è andata. In quel modo assurdo, che ci ha lasciato tutti a bocca aperta. In quel modo che ancora speriamo che non sia vero. Mi capita, qualche volta, quando torno a Molfetta, di pensare che devo davvero essermi sbagliata. Di pensare di poter passare ancora dal lungomare e trovarla lì, a cianciare di vacanze in Inghilterra o in Grecia e concerti di Carmen Consoli, di fronte al "Beatles' Pub", come una mattina d'estate di molto tempo fa. A parlare del futuro, della Puglia e di Milano, e di quante cose ci sono da fare per riempire una vita.

Due anni fa se n'è andata Cinzia. Una persona piena di colori e di vita. Così piena di vita che è impossibile credere davvero che sia morta.

Chissà che avrebbe pensato dell'ultimo cd di Carmen Consoli. Che vacanze avrebbe fatto quest'estate. Che foto mi avrebbe fatto vedere, davanti al "Beatles' Pub".




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17 maggio 2006

Pieno o vuoto?

Guardando il bicchiere mezzo pieno, Fabio Mussi può essere una persona attenta alla seria questione del precariato universitario e del taglio dei fondi alla ricerca; Livia Turco può essere una persona attenta a mettere a punto il famoso "tagliando" alla legge 40; Giovanna Melandri è l'autrice della legge antidoping più funzionante e severa d'Europa, e può assicurare una tolleranza zero con cui salvare lo Sport da ogni forma di inquinamento.

Guardando il bicchiere mezzo vuoto, immagino che gli insegnanti delle scuole inferiori e medie - così coccolati in campagna elettorale - siano mortificati dalla scelta di Beppe Fioroni ministro dell'Istruzione; e immagino che giuristi e magistrati si sentano davvero poco rappresentati dal ministro Mastella (una bella caduta in basso rispetto a Flick, mi pare).




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15 maggio 2006

Io voto Sandro

Il 28 e 29 maggio a Roma ci sono le elezioni amministrative.
Rifondazione Comunista ha fatto un gran regalo alla comunità, candidando come capolista il grandissimo Sandro Portelli.
Giornalista de Il Manifesto, storico della memoria, professore di Letteratura Americana, esperto di storia del rock, talent scout di Ascanio Celestini.
E molto altro.

Io voto orgogliosamente
lui.
Avanti tutta, Sandro.




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14 maggio 2006

Campioni d'Italia?



Era molto tempo che non vedevo una puntata intera della Domenica sportiva.
E il mio avvilimento è tanto e tale che vorrei spegnere e andarmene a dormire, ma non ce la faccio.

Non sono juventina. Le uniche volte che sono entrata al Delle Alpi (molte, lo scorso inverno, avendo la fortuna di abitare, per un periodo, a Torino) è stato in curva Maratona, con una sciarpetta granata al collo. Però, per molti anni, ho tifato per il calcio. Ho frequentato gli stadi, le curve. Ho sventolato bandiere e strombazzato dalle tribune.

E non riesco a vestire i panni dell'anti-juventina compiaciuta.
Non sta franando solo la Juve.
Sta implodendo un mondo che ho seguito e abitato da quando ero bambina.
Sta venendo giù la maschera di quella che non era una fabbrica di sogni, ma una fabbrica di soldi.
E basta.

Siamo stati frodati tutti.

E questo è uno strano anno per il nostro strano paese.
Elezioni vinte a metà, campionato vinto a metà.
Questa Italietta, ogni tanto, sembra davvero spaventosamente vicina all'implosione.




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12 maggio 2006

Piedi puliti: quali garanzie?

Operazione "piedi puliti": il mondo del calcio è nel caos e patapìn patapàm (la storia la conoscete).

Berlusconi si dice sconcertato.
Prodi lancia una proposta geniale: Gianni Letta deus ex machina per uscire dall'empasse.
 
Ricapitoliamo.
Tra le squadre indagate c'è anche il Milan.
Berlusconi è il presidente del Milan.
Galliani è ai vertici del Milan, ma anche della Lega Calcio (e non mi sembra si sia dimesso).
Gianni Letta è uomo i fiducia di Berlusconi. Il SUO sottosegretario agli interni, il più prestigioso dei suoi consiglieri.

Qualcuno può informare Prodi del fatto che Letta NON E' la persona adatta a ricoprire un ruolo di garante imparziale?
O cominciamo a prendere ordini da Berlusconi? (Mediaset non si tocca, il Milan non si tocca, la patrimoniale non si tocca....)








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12 maggio 2006

Deriva zapaterista

Chissà se qualcuno di voi ha letto lo speciale sulla sempre più numerosa comunità di giovani italiani stabilmente residenti a Barcellona, pubblicato su Donna di Repubblica sabato scorso e a cura di Concita de Gregorio. Perché questo innamoramento collettivo per la Spagna - si chiedeva l'articolo? E la risposta era chiara e secca: perché si sta meglio. Perché la Spagna sta un pezzo avanti.

Luoghi comuni? Zaparetismo da bar?
Forse no.

Ad esempio, la Spagna è uno dei paesi d'Europa con il più basso tasso di disoccupazione. E, ad esempio, la Spagna ha appena approvato una legge sulla clonazione terapeutica.

Cito il bell'articolo di Alberto D'Argenzio sul Manifesto di oggi:

"Clonazione terapeutica: è la possibilità di utilizzare cellule di un bambino sano, nato mediante riproduzione assistita, per trapiantarle ad un altro, per esempio il fratello, per salvargli la vita senza alcun danno per il donante. La destra e la Chiesa insorgono contro la creazione dei bebè medicinali, il governo ribatte spiegando che la nuova norma permetterà di provare a salvare i bambini che soffrono alcune malattie come l'anemia di Fanconi, aplasia modulare o alcuni titi di leucemia. Sarebbero 150 le famiglie spagnole che vedono nella nuova legge un motivo di speranza".

Anche da qui passa il socialismo dei cittadini zapaterista, che in Italia (dove La Margherita ha mandato in Parlamento la presidentessa di Scienza&Vita e dove, quando si elegge un Presidente della Repubblica, la Chiesa subito gli invia un telegramma con i dieci comandamenti) forse vedremo realizzato fra un secolo o due. Passa da una legge che dà speranza a 150 famiglie. Pochissime, a pensarci bene. Perché il socialismo si prende cura delle minoranze. Dei più deboli.

E non a parole e cantando la canzone popolare di Fossati. Se ne prende cura a colpa di leggi. Con il coraggio del governo.

Hasta l'Espana, allora.
E che qualcuno regali a Rutelli una copia del Manifesto di oggi.
Magari impara.
Non si sa mai.



Upgrade: Leggo su Repubblica.it che, a proposito di Totoministri, uno dei nomi papabili per il Ministero della Sanità è quello di Beppe Fioroni. Para-Scienza&Vita anche lui. Bene, se ciò dovesse accadere e vedrete una ragazza bassina, con i capelli castani, incatenata davanti al Parlamento, quella sono io!




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11 maggio 2006

Questione settentrionale

Come sempre, questa mattina ascoltavo la trasmissione BLOG di Radio Città Futura, strumento con cui - generalmente imprigionata nel traffico, diretta verso i lidi universitari - mi tengo informata sulla strettissima attualità e mi distraggo dall'idea di perdere almeno due ore al giorno tra le cinque porte della mia macchina.

La bravissima conduttrice, Francesca Iachetti, intervistava i suoi ospiti sulla splendida notizia della proclamazione di Napolitano Presidente della Repubblica. Tra gli altri, aveva al telefono un esponente della Lega Lombarda, di cui ho rimosso il nome. Alla domanda "le piace il nuovo presidente?" il simpatico leghista rispondeva un no secco, motivato nel seguente modo:

1) E' napoletano
2) E' un meridionalista
3) E' uno statalista

Sul punto 1) non è interessante soffermarsi (usare la provenienza geografica in senso spregiativo è una bassezza che si commenta da sola). Sono i punti 2) e 3), l'uso degli aggettivi meridionalista e statalista come fossero parolacce che mi avvilisce. 

Grandi meridionalisti sono stati non solo il terrone molfettese Gaetano Salvemini o il cafone barese Tommaso Fiore, ma anche i torinesi Augusto Monti e Norberto Bobbio, nonché il milanesissimo Carlo Cattaneo - non si sa come diventato punto di riferimento dei leghisti ignoranti che lo citano senza cognizione di causa. E i grandi meridionalisti erano anche molto più federalisti dei leghisti ignoranti di cui sopra. Ma di un federalismo che non rifiutava lo Stato e l'unità nazionale, che non contrapponeva le autonomie, che non dimenticava di essere solidale.


E' inammissibile che la nostra classe politica, chiamata a rappresentarci, spesso non ne sia all'altezza, culturalmente. Non padroneggi la storia, falsifichi volutamente i termini del ragionamento, tiri a campare a forza di slogan dozzinali, Roma-ladrona e anticomunismo da quinta elementare. Perché chi siede in Parlamento non deve superare nessun esame? Non deve avere titoli per legiferare sulle nostre vite e sulle nostre teste? Perché non esiste un garante che, ascoltata una stronzata del genere alla radio, non faccia scattare subito, a carico del simpatico "anti-meridionalista" una denuncia per diffamazione alla pubblica intelligenza?

Forse esiste davvero una "questione settentrionale".
 Psicologica, intellettuale....




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8 maggio 2006

Forza Napoli(tano)

Massimo D'Alema è uno di quei professionisti della politica che, nonostante i nonostante, nutre della mia stima. Ma se è vero che il futuro di un paese si costruisce anche sulle spalle delle grandi tradizioni e dei grandi vecchi, lui è uno di questi.

Forza Napolitano.
E che prima o poi si riesca a rimettersi in marcia?





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4 maggio 2006

La vecchia storia del gattopardo

Avevo bisogno di scendere dalla giostra, ossigenare i pensieri e rallentare il tempo. Avevo bisogno di guardare Roma da lontano e di leggere i giornali senza pensare solo ai titoli. Avevo bisogno di completare un capitolo della mia tesi che ho iniziato a Torino e che ho interrotto mille volte e che sta lì a ricordarmi quanto sono stati vertiginosi, ma anche caotici, questi ultimi mesi.

Così il principe consorte mi ha portato al mare. Siamo in un appartamento in Toscana, sul golfo del Sole, con l'isola d'Elba che ci galleggia davanti, all'orizzonte, a ricordarci cose belle. Io estraggo da una scatola tre, quattro libri al giorno, e li sottolineo con la matita. Ogni tanto apro la finestra e respiro il profumo del sale nell'aria.

E' inevitabile pensare a Molfetta. E pensare a quello che sta succedendo a Molfetta, in queste settimane. Amici, parenti, compagni me ne parlano continuamente, via mail, via sms, chiamandomi al telefono. C'era un momento in cui me ne importava, di questa campagna elettorale per le amministrative nella mia città. Ho partecipato alla campagna per le primarie [che ho raccontato anche da queste parti], ho piegato volantini e cercato voti e preso il treno quando c'era da prenderlo e tornare a dare una mano. Ho creduto che a Molfetta ci si potesse riappropriare di Palazzo Città, risollevare la cultura civica da cinque anni di destra mediocre e clientelare, lanciare una grande inchiesta sulla città, sul suo sato di saute, sui suoi bisogni, sulle sue domande, e iniziare a elaborare le risposte, con un gioco di squadra tra le sinistre, unitario e in buona fede.

Poi le primarie sono andate male. Inquinate nelle procedure, avvilenti nei risultati. Il candidato sindaco del centrosinistra è un politico che viene da lontano, che faceva i comizi con la Democrazia Cristiana vent'anni fa, sulla banchina del porto, quando io avevo otto anni e papà mi portava a prendere il gelato davanti alla Capitaneria. Sono passati vent'anni e Molfetta è ferma. Molti bambini che negli anni Ottanta mangiavano il gelato davanti al mare sono andati via, lontano. Chi è rimasto, nonostante ci stia provando spesso strenuamente, non riesce a cambiare le cose. E' la storia del gattopardo. E se ne esce inevitabilmente graffiati.

I miei pensieri di queste ore di autoesilio toscano, di queste ore serene e salmastre, vanno ai miei amici che stanno assistendo alla pena della campagna elettorale molfettese. A chi vi sta partecipando, suo malgrado. A chi prova ad opporre resistenza, anche se è inutile. A chi il 28 maggio sarà costretto dalla propria coscienza a votare, nel più totale imbarazzo, legittimando il ritorno al passato. A chi non se la sentirà e magari avrebbe voluto. A chi si prepara al Big Bang civico più fragoroso degli ultimi dieci anni, con la tristezza infinita di chi aveva provato a evitarlo. A chi, nel tentativo di evitarlo, vi ha contibuito, pur involontariamente.

E a Mr. Prima Repubblica, candidato sindaco dell'Unione.
Not in my name (per quel che vale).





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